Il corpo alla moda di Maria Luisa Frisa esplora manichini e identità
Nel suo nuovo libro 'Il corpo alla moda', la teorica della moda e curatrice Maria Luisa Frisa esamina il ruolo dei manichini nella costruzione dell'identità. Il manichino non è un supporto neutro ma un corpo astratto che rende visibile l'abbigliamento, sospeso tra vita e imitazione. Frisa ricorda una vetrina a Firenze che esponeva un pezzo Stockman, vedendovi arte, moda e storia personale. Descrive la vetrina come una 'piazza metafisica della moda', riecheggiando le figure enigmatiche di Giorgio de Chirico. Il libro traccia il passaggio dal manichino da sarto al corpo della modella, che deve scomparire per far parlare l'indumento. Roland Barthes viene citato: il corpo deve significare l'indumento, non se stesso. Sui red carpet, le celebrità abitano i vestiti in modo diverso, imprimendo la loro personalità. Frisa evidenzia anche i corpi nascosti negli atelier—sarti, sarte, clienti—il cui lavoro plasma la moda. Il libro, pubblicato da Einaudi, conclude che la moda attraversa i corpi, adattandoli e riscrivendoli.
Fatti principali
- Maria Luisa Frisa è l'autrice di 'Il corpo alla moda'.
- Il libro esplora il rapporto tra abbigliamento, manichini e identità.
- Frisa fa riferimento a una vetrina a Firenze che esponeva un pezzo Stockman.
- Definisce la vetrina una 'piazza metafisica della moda'.
- Vengono evocati i dipinti metafisici di Giorgio de Chirico.
- Roland Barthes è citato riguardo al corpo che significa l'indumento.
- Il libro discute le modelle come 'incarnazioni controllate' del manichino.
- Emily Ratajkowski è citata mentre descrive il suo lavoro come 'fare la manichino'.
- Le celebrità sul red carpet sono contrapposte alle modelle per il loro coinvolgimento personale con l'abbigliamento.
- Viene esaminato l'atelier degli anni '50, con sarti e sarte come corpi chiave.
- Il libro è pubblicato da Einaudi.
- L'articolo è scritto da Annarita Genova per Artribune.
Entità
Artisti
Istituzioni
- Artribune
- Einaudi
Luoghi
- Florence
- Italy