ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Magiciens de la Terre e la politica dell'allestimento nelle mostre globali

publication · 2026-04-22

Il saggio di Pablo Lafuente, parte della serie Exhibition Histories di Afterall, analizza la mostra 'Magiciens de la Terre' del 1989 al Centre Georges Pompidou e alla Grande Halle de La Villette di Parigi, curata da Jean-Hubert Martin. La mostra mirava a presentare artisti occidentali e non occidentali su un piano di parità, usando il termine 'magicien' invece di 'artista' per sfuggire ai vincoli modernisti. Lafuente la contrappone alla mostra 'Indian Art of the United States' del 1941 e a 'Primitivism' del 1984-85 del MoMA, evidenziando un passaggio dalla rappresentazione di culture non occidentali attraverso oggetti all'inclusione di artisti come soggetti attivi. Sostiene che 'Magiciens de la Terre' decontestualizzava gli artisti, rivendicando un'uguaglianza universale mentre ignorava i contesti socio-politici, portando ad accuse di neocolonialismo. Il saggio esplora l'allestimento come medium che può rafforzare o sfidare le politiche identitarie, proponendo una storia alternativa delle mostre che tratta gli oggetti come agenti. Fa riferimento a mostre come 'When Attitudes Become Form' (1969), 'The Other Story' (1989) e documenta 12 (2007) per tracciare l'evoluzione delle pratiche curatoriali. Lafuente conclude che la forma stessa della mostra è uno spazio in cui nulla appartiene, consentendo nuove relazioni tra oggetti, artisti e spettatori.

Fatti principali

  • Pablo Lafuente ha scritto il saggio per la serie Exhibition Histories di Afterall.
  • Pubblicato il 20 aprile 2013.
  • 'Magiciens de la Terre' si è tenuta al Centre Georges Pompidou e alla Grande Halle de La Villette, Parigi, dal 18 maggio al 14 agosto 1989.
  • Team curatoriale guidato da Jean-Hubert Martin, con Mark Francis, Aline Luque e André Magnin.
  • La mostra presentava oltre 100 artisti, metà occidentali e metà non occidentali.
  • Usato il termine 'magicien' invece di 'artista' per evitare la cornice modernista.
  • Contrapposta a 'Indian Art of the United States' (1941) e 'Primitivism' in 20th Century Art (1984-85) del MoMA.
  • Criticata per l'atteggiamento neocoloniale e l'uguaglianza fittizia.
  • Riferimento a 'When Attitudes Become Form' (1969) di Harald Szeemann alla Kunsthalle Bern.
  • Riferimento a 'The Other Story' (1989) di Rasheed Araeen alla Hayward Gallery di Londra.
  • Riferimento a documenta 12 (2007) curata da Roger M. Buergel e Ruth Noack.
  • Discute di etno-estetica e del ruolo dell'antropologia nella realizzazione di mostre.
  • Propone una storia alternativa che include Lina Bo Bardi e Georges Henri Rivière.
  • Il saggio sostiene che l'allestimento può attuare inclusione/esclusione al di là delle politiche identitarie.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • New York
  • United States
  • Paris
  • France
  • Bern
  • Switzerland
  • London
  • United Kingdom
  • Malmö
  • Sweden
  • Munich
  • Germany
  • Berlin
  • Chicago
  • Graz
  • Austria
  • Vienna
  • Madrid
  • Spain
  • La Paz
  • Bolivia
  • São Paulo
  • Brazil
  • Kassel
  • Salvador de Bahia
  • Seville
  • Africa
  • Polynesia
  • South America
  • Tajikistan

Fonti