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Luigi Doni sulla pittura come luce, memoria e permanenza

artist · 2026-08-26

In un'intervista con Segno, il pittore italiano Luigi Doni discute la sua filosofia artistica, sottolineando il ruolo della memoria, del tempo e della materialità nella sua opera. Doni descrive i suoi dipinti come spazi in cui convergono temporalità eterogenee, con immagini che emergono da strati di memoria sedimentata. Cita influenze di maestri del Rinascimento come Piero della Francesca e Paolo Uccello, le cui lezioni si trasformano in una costruzione mentale all'interno dell'immagine. Doni spiega che la sua pittura mira a sospendere il tempo, creando un 'presente eterno' in cui passato e presente coesistono. Sottolinea l'importanza della superficie fisica, considerandola un atto di resistenza contro l'immaterialità dell'era digitale. L'artista discute anche il ruolo del silenzio e dell'indeterminatezza nella sua opera, invitando gli spettatori a impegnarsi attivamente e a completare la scena. Vede la figura umana come un archetipo, spogliato delle contingenze narrative, e considera la pittura come una 'seconda memoria del corpo'. Doni riflette sulla sua lunga carriera, affermando che preferisce approfondire l'esplorazione dello stesso territorio piuttosto che cercare nuove direzioni, paragonandosi a un archeologo che scopre dettagli preziosi. L'intervista include riferimenti a opere specifiche come 'Amanti 2 versione' (1995), 'Interno Liberty' (1985), 'Le jeu de Pierrot' (1991) e 'Interno e manichino' (1984). Doni conclude che la pittura rimane un luogo di cura, trasformando l'effimero nella permanenza dell'arte.

Fatti principali

  • Luigi Doni è un pittore italiano intervistato da Segno.
  • La pittura di Doni è influenzata da Piero della Francesca e Paolo Uccello.
  • Descrive la sua opera come la creazione di un 'presente eterno' in cui passato e presente coesistono.
  • Doni sottolinea la fisicità della superficie pittorica come resistenza all'immaterialità digitale.
  • Vede la figura umana come un archetipo dell'esistenza.
  • Doni paragona il suo processo artistico a un archeologo che scava più a fondo nello stesso sito.
  • Le opere menzionate includono 'Amanti 2 versione' (1995), 'Interno Liberty' (1985), 'Le jeu de Pierrot' (1991) e 'Interno e manichino' (1984).
  • L'intervista è stata pubblicata su segnonline.it.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Segno

Luoghi

  • Italy

Fonti