Lucia Calamaro debutta nel cinema con 'Antartica – Quasi una fiaba'
La regista teatrale Lucia Calamaro (Roma, 1969) si espande al cinema con il suo film d'esordio 'Antartica – Quasi una fiaba', in uscita il 7 maggio tramite Vision Distribution. Il film è incentrato su personaggi etici e fragili – gli scienziati Maria, Fulvio e Rita, interpretati da Barbara Ronchi, Silvio Orlando e Valentina Bellè – che lavorano con carote di ghiaccio che conservano dati climatici antichi. Calamaro descrive la transizione come una crescita piuttosto che un tradimento, sottolineando che il cinema raggiunge un pubblico più ampio. Il film esplora i temi del tempo, della memoria e del ghiaccio come elemento conservativo, simile a un museo. Una fonte di ispirazione chiave è stata la scoperta di un rotifero resuscitato dopo 22.000 anni nel ghiaccio siberiano. Calamaro, che ha studiato in Uruguay e a Parigi ed è tornata in Italia a trent'anni, vede la sua ricerca artistica come una ricerca di comunione con il pubblico e di un senso di casa.
Fatti principali
- Lucia Calamaro debutta alla regia cinematografica con 'Antartica – Quasi una fiaba'.
- Il film esce il 7 maggio 2026, distribuito da Vision Distribution.
- Il cast principale include Barbara Ronchi, Silvio Orlando e Valentina Bellè.
- La storia segue scienziati che lavorano con carote di ghiaccio che misurano il tempo climatico.
- Calamaro vede il passaggio dal teatro al cinema come un'espansione, non una rottura.
- Il ghiaccio è un elemento centrale, descritto come conservativo e simile a un museo.
- Un rotifero resuscitato dopo 22.000 anni nel ghiaccio siberiano ha ispirato il concetto di tempo del film.
- Calamaro è nata a Roma nel 1969, ha studiato in Uruguay e a Parigi, ed è tornata in Italia a 30 anni.
Entità
Artisti
- Lucia Calamaro
- Barbara Ronchi
- Silvio Orlando
- Valentina Bellè
- Astrid Casali
- Margherita Bordino
- Marco Pettenello
Istituzioni
- Vision Distribution
- Artribune
- Wildside
- Indigo Film
- Sky
Luoghi
- Rome
- Italy
- Uruguay
- Paris
- France
Fonti
- Doppiozero —
- Artribune —