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Jonas Mekas riflette sul suo percorso dallo sfollamento alla difesa del New American Cinema

publication · 2026-03-29

Jonas Mekas, influente regista e scrittore, racconta la sua evoluzione personale e artistica in un saggio riflessivo. Nel 1958, dopo essersi sottoposto a una tonsillectomia, Mekas apportò cambiamenti significativi alla sua vita lasciando il lavoro a tempo pieno presso Graphic Studios per un impiego part-time alla Cooper Offset, guadagnando maggiore libertà. Nello stesso anno, si rivolse a Jerry Tallmer del The Village Voice e propose una rubrica cinematografica regolare, che portò alla pubblicazione del suo primo articolo il 12 novembre 1958. Questo segnò l'inizio del suo coinvolgimento con il nascente movimento del New American Cinema, che includeva opere pionieristiche come Shadows di John Cassavetes e Pull My Daisy di Robert Frank e Alfred Leslie. Mekas passò dall'intenzione di essere un critico cinematografico tradizionale a difendere e promuovere attivamente il cinema non narrativo e sperimentale, spesso ignorato o attaccato dalla critica mainstream. Descrive questo ruolo come simile a quello di un'ostetrica, proteggendo e sostenendo nuove espressioni artistiche. Mekas traccia parallelismi tra le sue esperienze nei campi di lavoro forzato durante la Seconda Guerra Mondiale e il suo impegno per il New Cinema, enfatizzando i temi della libertà e della purezza artistica. Conclude esprimendo la convinzione che la vera arte debba essere bella e autosufficiente, come gli alberi, senza significati o scopi imposti.

Fatti principali

  • Jonas Mekas iniziò a scrivere una rubrica cinematografica per The Village Voice nel 1958
  • Il suo primo articolo fu pubblicato il 12 novembre 1958
  • Mekas passò da critico cinematografico a sostenitore del New American Cinema
  • Citò opere pionieristiche come Shadows di John Cassavetes e Pull My Daisy di Robert Frank e Alfred Leslie
  • Paragonò il suo ruolo di sostenitore a quello di un'ostetrica per il cinema emergente
  • In precedenza era stato detenuto in campi di lavoro forzato durante la Seconda Guerra Mondiale
  • Mekas apprezza l'arte che è bella e non serve a nulla oltre se stessa
  • Il saggio riflette sui temi dello sfollamento, della libertà e dell'integrità artistica

Entità

Artisti

Istituzioni

  • The Village Voice
  • Graphic Studios
  • Cooper Offset

Luoghi

  • New York
  • Hamburg

Fonti