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Giapponismo: Come l'arte giapponese ha trasformato l'arte occidentale

cultural-heritage · 2026-09-07

Il termine Giapponismo, introdotto dal critico francese Philippe Burty nel 1872, descrive il fascino europeo per l'arte e la cultura giapponese durante il XIX e XX secolo, suscitato dalla riapertura del Giappone nel 1854 e dalla Restaurazione Meiji nel 1867. Gli artisti occidentali, in cerca di nuove direzioni artistiche, si rivolsero all'estetica giapponese, influenzando moda, design d'interni e opera lirica, in particolare evidente nella Madame Butterfly di Puccini (1904). Tra gli artisti noti figurano Claude Monet, che trasse ispirazione dalle stampe ukiyo-e; Mary Cassatt ed Edgar Degas, che utilizzarono tecniche giapponesi; e Vincent van Gogh, che ammirava le opere di Hokusai e Hiroshige. La promozione dell'Art Nouveau da parte di Siegfried Bing fuse ulteriormente queste influenze, ispirando artisti come Gustav Klimt, che infuse elementi giapponesi in opere come Il bacio (1907-1908).

Fatti principali

  • Il termine Giapponismo fu coniato da Philippe Burty nel 1872.
  • I porti giapponesi furono riaperti all'Occidente nel 1854.
  • La Restaurazione Meiji avvenne nel 1867.
  • La Madame Butterfly di Giacomo Puccini debuttò alla Scala nel 1904.
  • Claude Monet dipinse La giapponese nel 1876.
  • Edgar Degas creò Ballerine che si esercitano alla sbarra nel 1877.
  • Vincent van Gogh dipinse Ritratto di Père Tanguy nel 1887.
  • Gustav Klimt dipinse Il bacio nel 1907-1908.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • Japan
  • Europe
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Fonti