La Corte Suprema del Giappone stabilisce che la sedia Tripp Trapp non è tutelabile dal diritto d'autore
Il 24 aprile 2026, la Corte Suprema del Giappone ha stabilito che l'iconica sedia per bambini Tripp Trapp, progettata da Peter Opsvik e prodotta dall'azienda norvegese Stokke, non è protetta dal diritto d'autore. La corte ha respinto la richiesta di Stokke secondo cui il design della sedia – caratterizzato da due gambe a forma di L inclinate a 66 gradi e da seduta e poggiapiedi paralleli – costituiva un'espressione creativa separabile dalla sua funzione. La decisione si è basata sull'articolo 2, paragrafo 1, n. 1 della legge giapponese sul diritto d'autore, che definisce le opere come espressioni creative di pensieri o sentimenti. La corte ha stabilito che i prodotti industriali di massa non possono automaticamente beneficiare della protezione del diritto d'autore solo perché la loro forma è creativa; ciò minerebbe il sistema dei disegni registrati, che offre 25 anni di protezione. La Tripp Trapp, con oltre 14 milioni di unità vendute in tutto il mondo, rimane per la corte una sedia funzionale, non un'opera d'arte. La sentenza riecheggia i dibattiti in Italia e altrove sul confine tra design e arte.
Fatti principali
- La Corte Suprema del Giappone ha emesso la sentenza il 24 aprile 2026
- Sedia Tripp Trapp progettata da Peter Opsvik per Stokke
- Oltre 14 milioni di unità vendute in tutto il mondo
- La corte ha applicato l'articolo 2, paragrafo 1, n. 1 della legge giapponese sul diritto d'autore
- La sedia presenta gambe a forma di L a 66 gradi e seduta/poggiapiedi paralleli
- La corte ha stabilito che il design è dettato dalla funzione, non dall'arte
- La sentenza mantiene la distinzione tra diritto d'autore e protezione del disegno registrato
- La legge giapponese sul design protegge le forme estetiche per 25 anni dalla registrazione
Entità
Artisti
- Peter Opsvik
Istituzioni
- Supreme Court of Japan
- Stokke
- LCA Studio Legale
Luoghi
- Japan
Fonti
- Artslife —