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Il percorso della nuotatrice paralimpica italiana Alessia Berra dalla sindrome di Stargardt alla medaglia d'argento

publication · 2026-03-19

Alessia Berra, nuotatrice italiana ipovedente, ha vinto una medaglia d'argento nei 100 metri farfalla S13 femminili alle Paralimpiadi di Tokyo 2020. La sua storia, dettagliata nel libro 'La criniera della leonessa', mette in luce la sua forza e determinazione nonostante la diagnosi in età infantile della sindrome di Stargardt, una condizione degenerativa della retina. Berra, che ha iniziato a nuotare precocemente con il sostegno dei genitori, ha proseguito gli studi universitari in scienze motorie e si è unita al gruppo sportivo Fiamme Azzurre del Corpo di Polizia Penitenziaria. Oltre all'attività atletica, è impegnata in progetti di inclusione scolastica per promuovere il rispetto e la diversità attraverso lo sport.

Fatti principali

  • Alessia Berra ha conquistato una medaglia d'argento alle Paralimpiadi di Tokyo 2020 nei 100 metri farfalla S13 femminili.
  • È affetta dalla sindrome di Stargardt, una malattia degenerativa della retina che limita gravemente la sua vista.
  • Berra è coinvolta in iniziative educative che utilizzano lo sport per favorire l'inclusione e la consapevolezza della diversità.

Entità

Istituzioni

  • Fiamme Azzurre del Corpo di Polizia Penitenziaria
  • University of Milan

Luoghi

  • Tokyo
  • Italy
  • Spain

Fonti