Il 'Piccolo Cose' di Ian Bogost sostiene i piaceri sensoriali contro la dematerializzazione digitale
Nel suo nuovo libro 'The Small Stuff', Ian Bogost, professore e columnist per The Atlantic, sostiene che la mediazione digitale ha privato la vita quotidiana della gratificazione sensoriale. Contrappone esperienze tattili come lo schiocco della vernice per muratura o il meccanismo della leva del cambio di un'auto alle interazioni senza attrito ma piatte di smartphone, Amazon, Uber Eats e Netflix. Il volume snello ed efficiente di Bogost esorta i lettori a concentrarsi sui piaceri banali—come il rumore di una macchina del ghiaccio o la sottigliezza di un biglietto del baseball—per resistere a quella che chiama 'dematerializzazione'. Il libro attinge all'esaurimento digitale quasi due decenni dopo il primo iPhone, ma la posizione scontrosa di Bogost a volte suona vuota, dato che lui stesso aveva precedentemente sostenuto che l'era pre-internet era orribile. L'autore elogia hobby come la pesca a mosca, artigianati come il lavoro a maglia e mestieri come la falegnameria, ma omette notevolmente l'arte visiva, che offre la propria parata sensoriale nei musei. Il lavoro precedente di Bogost 'Alien Phenomenology' (2012) ha contribuito a rendere popolare l'ontologia orientata agli oggetti, ma 'The Small Stuff' rimane pratico piuttosto che radicale, lasciando senza risposta domande più grandi sul valore della sensazione. Il saggio fa anche riferimento a 'In Praise of Shadows' di Junichiro Tanizaki del 1933 come precedente storico per lamentare la perdita tecnologica.
Fatti principali
- Ian Bogost è un professore, autore e columnist per The Atlantic.
- Il suo nuovo libro si intitola 'The Small Stuff'.
- Il libro sostiene che telefoni, app e mediazione digitale ci allontanano dai piaceri sensoriali.
- Bogost raccomanda la vernice per muratura come esempio di gratificazione sensoriale.
- Usa il termine 'dematerializzazione' per descrivere la superficialità dell'interazione automatizzata.
- Bogost ha precedentemente scritto un articolo nel 2023 sostenendo che l'era pre-internet era orribile.
- Il saggio menziona il saggio del 1933 di Junichiro Tanizaki 'In Praise of Shadows'.
- Il libro del 2012 di Bogost 'Alien Phenomenology' ha contribuito a rendere popolare l'ontologia orientata agli oggetti.
Entità
Artisti
- Ian Bogost
- Junichiro Tanizaki
Istituzioni
- The Atlantic
Luoghi
- St. Louis
- Japan