Numero di ARTMargins curato da ospiti critica il modernismo globale nell'arte e nelle istituzioni del dopoguerra
Un numero di ARTMargins curato da ospiti, pubblicato il 18 giugno 2019, esamina l'interazione tra arte, artisti e istituzioni internazionali dal 1945 al 1973. Curato da Chelsea Haines e Gemma Sharpe, la pubblicazione mette in discussione il quadro accademico del modernismo globale, sostenendo che potrebbe essere anacronistico e oscurare le sfumature storiche. Il numero si concentra sui nuovi internazionalismi emersi dopo la Seconda Guerra Mondiale, plasmati dalla decolonizzazione e dalle tensioni diplomatiche della Guerra Fredda. Si nota che il termine 'globale' ha guadagnato popolarità solo dopo gli anni '60, legato al capitalismo transnazionale e alla governance globale. Basandosi su una narrazione del globale prima della globalizzazione, il termine rischia di cancellare forme di scambio non allineate con la globalizzazione economica. Il modernismo globale è anche criticato come una potenziale panacea per il disagio della storia dell'arte riguardo all'impatto del nazionalismo sull'arte e sul mondo dell'arte nel tardo XX secolo. Le distinzioni fluide tra globale, internazionale, internazionalismo e globalizzazione sono evidenziate come complicazioni ricche che rischiano di essere eccessivamente semplificate. Il contenuto dell'articolo è disponibile tramite MIT Press con accesso completo.
Fatti principali
- ARTMargins ha pubblicato un numero curato da ospiti il 18 giugno 2019
- Il numero valuta arte, artisti e istituzioni internazionali dal 1945 al 1973
- Chelsea Haines e Gemma Sharpe sono stati i curatori ospiti
- Critica il termine 'modernismo globale' come potenzialmente anacronistico e fuorviante
- Il numero si concentra sugli internazionalismi del dopoguerra, influenzati dalla decolonizzazione e dalla Guerra Fredda
- La parola 'globale' ha guadagnato popolarità dopo gli anni '60, legata al capitalismo transnazionale e alla governance globale
- Il modernismo globale può cancellare forme di scambio non economiche e servire come panacea per i problemi della storia dell'arte con il nazionalismo
- Il contenuto è disponibile tramite MIT Press con accesso completo
Entità
Artisti
- Chelsea Haines
- Gemma Sharpe
Istituzioni
- ARTMargins
- MIT Press
- Massachusetts Institute of Technology
Fonti
- ARTMargins —
- ARTMargins —