La 'tassa sui super-ricchi' tedesca colpisce i salari, non le plusvalenze
Il leader SPD Lars Klingbeil ha presentato una nuova 'tassa sui super-ricchi' come un successo personale in un'intervista estiva all'ARD, ma la misura colpisce principalmente i redditi da lavoro, lasciando quasi intatte le plusvalenze. La tassa, parte di un pacchetto di riforme con CDU e CSU, non riguarda miliardari come le famiglie Quandt o Klatten. I critici sostengono che l'etichetta 'tassa sui ricchi' sia fuorviante, poiché non affronta la ricchezza derivante da investimenti e beni. L'articolo, pubblicato su der Freitag, mette in luce il divario tra retorica politica e realtà fiscale.
Fatti principali
- Lars Klingbeil ha rivendicato la 'tassa sui super-ricchi' come un successo personale in un'intervista estiva all'ARD.
- La tassa colpisce solo i redditi da lavoro, non le plusvalenze.
- Il pacchetto di riforme include contratti a tempo determinato di quattro anni, obbligo di certificato medico dal primo giorno e indebolimento della legge sulla libertà di informazione.
- La tassa non riguarda multimilionari come le famiglie Quandt e Klatten.
- L'articolo è di Julius Seibt su der Freitag.
- La tassa fa parte di un accordo di coalizione tra SPD, CDU e CSU.
- Klingbeil ha dichiarato di aver lottato per estendere la tassa sui ricchi e introdurre una tassa sui super-ricchi.
- L'articolo mette in dubbio l'efficacia della tassa nel colpire la ricchezza effettiva.
Entità
Istituzioni
- SPD
- CDU
- CSU
- ARD
- der Freitag
Luoghi
- Germany