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Le doppie vite della Gen Z: Niccolò Rastrelli fotografa stanze private e feed pubblici

other · 2026-08-26

La nuova serie del fotografo Niccolò Rastrelli esplora come la Gen Z, la prima generazione di nativi digitali, gestisce il divario tra la propria vita privata e le proprie identità online. Il progetto, presentato in un saggio fotografico, giustappone ritratti intimi di giovani nei loro spazi personali con i loro feed sui social media curati. Rastrelli, un giovane millennial, riflette sulle sue prime esperienze con piattaforme di social media come Facebook, Myspace, Twitter e la defunta Bebo, notando che la sua generazione ha imparato ad adattarsi alla natura pubblica di queste piattaforme nel tempo. La serie si interroga su come la Gen Z, cresciuta con internet come lingua madre, gestisca la tensione tra autenticità e performance online. Il lavoro si presenta come un'indagine visiva sulla formazione dell'identità nell'era digitale, evidenziando il contrasto tra il sé privato e la persona pubblica. Il saggio fotografico fa parte di un più ampio servizio giornalistico che esamina l'evoluzione in corso dell'impatto dei social media sull'espressione di sé.

Fatti principali

  • Il fotografo Niccolò Rastrelli ha creato una serie sulle identità private e pubbliche della Gen Z.
  • Il progetto giustappone ritratti di giovani nelle loro stanze con i loro feed sui social media.
  • Rastrelli è un giovane millennial cresciuto con le prime piattaforme di social media.
  • Le piattaforme menzionate includono Facebook, Myspace, Twitter e Bebo.
  • La serie è presentata come un saggio fotografico su The Guardian.
  • Il lavoro esplora come la Gen Z, in quanto nativi digitali, gestisca l'espressione di sé online e offline.
  • Il progetto riflette sull'adattamento in corso all'impatto dei social media sull'identità.

Entità

Artisti

  • Niccolò Rastrelli

Istituzioni

  • The Guardian

Fonti