La filosofia di François Jullien sulla fotografia come scudo dal presente
L'opera del 2011 di François Jullien 'Philosophie du vivre' esamina come la fotografia funzioni da barriera protettiva contro l'impegno diretto con il momento presente. I turisti scendono dagli autobus per fotografare monumenti o paesaggi, esclamando 'che bello!' come etichetta per archiviare l'esperienza, sollevati dall'evitare il confronto con il mondo immediato. La macchina fotografica serve da schermo che protegge dalla manifestazione del mondo, cancellando ciò che non può essere posseduto o consumato. Tentando di eternizzare un istante incorniciandolo in un oggetto che l'occhio può catturare e rivisitare, riduciamo l'intrusione di una realtà esterna e la breccia del presente. Questo processo ristabilisce la rassicurante distinzione tra sé e mondo. Una dinamica simile si verifica quando si posiziona un registratore sul tavolo di un relatore – inteso come sistema di sicurezza per preservare parole dimenticate mentre si permette all'attenzione di rivolgersi alla cattura diretta del discorso fluente. L'analisi appare in un articolo di Mario Porro e Anita Romanello pubblicato il 4 giugno 2026, che esplora i meccanismi contemporanei di evitamento attraverso la lente filosofica di Jullien.
Fatti principali
- François Jullien ha scritto 'Philosophie du vivre' nel 2011
- Il libro è stato pubblicato da Gallimard
- Jullien analizza la fotografia come scudo dall'esperienza presente
- I turisti usano la fotografia per evitare il confronto con il mondo immediato
- La fotografia trasforma i momenti in oggetti possedibili
- I dispositivi di registrazione svolgono funzioni simili in contesti di lezione
- Mario Porro e Anita Romanello hanno scritto l'analisi
- L'articolo è stato pubblicato il 4 giugno 2026
Entità
Artisti
- François Jullien
- Mario Porro
- Anita Romanello
Istituzioni
- Gallimard
- doppiozero.com