Ed Simon esplora la solitudine americana di Hopper in un nuovo libro
Un estratto da 'American Elegy: Reflections on 250 Years of the Dis-United States' di Ed Simon (Ig Publishing, 2 giugno) analizza 'Nighthawks' (1942) di Edward Hopper come rappresentazione quintessenziale della solitudine americana. Simon sostiene che il realismo di Hopper oscura la natura, con il diner – probabilmente frutto dell'immaginazione – che funge da terzo spazio per i solitari. La solitudine di Hopper viene contrapposta a quella degli espressionisti astratti come Mark Rothko, il cui 'Orange and Yellow' (1956) trasmette una simile solitudine primordiale. Simon cita 'Edward Hopper: An Intimate Biography' di Gail Levin e il saggio del 1965 di Clement Greenberg in 'Art and Literature', notando il modernismo di Hopper nonostante il suo stile realistico. Il pezzo fa anche riferimento a 'The Free World' di Louis Menand per contestualizzare la natura organica d'avanguardia dell'Espressionismo Astratto, respingendo l'idea di un finanziamento della CIA.
Fatti principali
- 'American Elegy' di Ed Simon pubblicato da Ig Publishing il 2 giugno.
- L'estratto si concentra su 'Nighthawks' (1942) di Edward Hopper.
- Hopper affermò di essersi ispirato a un ristorante di Greenwich Village dove due strade si incontravano.
- Simon suggerisce che il diner sia frutto dell'immaginazione di Hopper.
- Hopper è descritto come il grande artista della solitudine.
- Viene citato 'Edward Hopper: An Intimate Biography' di Gail Levin.
- Viene citato il saggio del 1965 di Clement Greenberg in 'Art and Literature'.
- 'The Free World' di Louis Menand sostiene che l'Espressionismo Astratto non fosse finanziato dalla CIA.
Entità
Artisti
Istituzioni
- Ig Publishing
- Congress for Cultural Freedom
- State Department
Luoghi
- Greenwich Village
- New York
- Seventh Avenue
- 11th Street
- Greenwich Avenue
- United States
- Paris
- London
- Cape Cod