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Ed Simon esplora la solitudine americana di Hopper in un nuovo libro

publication · 2026-06-03

Un estratto da 'American Elegy: Reflections on 250 Years of the Dis-United States' di Ed Simon (Ig Publishing, 2 giugno) analizza 'Nighthawks' (1942) di Edward Hopper come rappresentazione quintessenziale della solitudine americana. Simon sostiene che il realismo di Hopper oscura la natura, con il diner – probabilmente frutto dell'immaginazione – che funge da terzo spazio per i solitari. La solitudine di Hopper viene contrapposta a quella degli espressionisti astratti come Mark Rothko, il cui 'Orange and Yellow' (1956) trasmette una simile solitudine primordiale. Simon cita 'Edward Hopper: An Intimate Biography' di Gail Levin e il saggio del 1965 di Clement Greenberg in 'Art and Literature', notando il modernismo di Hopper nonostante il suo stile realistico. Il pezzo fa anche riferimento a 'The Free World' di Louis Menand per contestualizzare la natura organica d'avanguardia dell'Espressionismo Astratto, respingendo l'idea di un finanziamento della CIA.

Fatti principali

  • 'American Elegy' di Ed Simon pubblicato da Ig Publishing il 2 giugno.
  • L'estratto si concentra su 'Nighthawks' (1942) di Edward Hopper.
  • Hopper affermò di essersi ispirato a un ristorante di Greenwich Village dove due strade si incontravano.
  • Simon suggerisce che il diner sia frutto dell'immaginazione di Hopper.
  • Hopper è descritto come il grande artista della solitudine.
  • Viene citato 'Edward Hopper: An Intimate Biography' di Gail Levin.
  • Viene citato il saggio del 1965 di Clement Greenberg in 'Art and Literature'.
  • 'The Free World' di Louis Menand sostiene che l'Espressionismo Astratto non fosse finanziato dalla CIA.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Ig Publishing
  • Congress for Cultural Freedom
  • State Department

Luoghi

  • Greenwich Village
  • New York
  • Seventh Avenue
  • 11th Street
  • Greenwich Avenue
  • United States
  • Paris
  • London
  • Cape Cod

Fonti