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Fontana di Duchamp: Il designer dietro il readymade

publication · 2026-04-23

Il saggio di Camille Morineau su art press (febbraio 2003) indaga il rapporto trascurato tra arte e design, prendendo come punto di partenza Fontana (1917) di Marcel Duchamp. L'autrice sostiene che l'orinatoio, firmato 'R. Mutt', non era un oggetto trovato anonimo, ma un prodotto progettato dalla Mott company, un produttore di articoli sanitari di alta gamma. Questa rivelazione sfida il mito del readymade come privo di autore e apre una genealogia di oggetti progettati nell'arte. Morineau esamina artisti contemporanei che si confrontano con mobili e design, tra cui Richard Artschwager, Robert Gober, Mona Hatoum, Jorge Pardo, Rirkrit Tiravanija e Dominique Gonzalez-Foerster. Nota la convergenza storica tra arte e design negli anni '60, citando Bedroom Ensemble (1964) di Claes Oldenburg insieme al manifesto Plug-in-City di Archigram e all'apertura di Habitat. Il saggio esplora reti condivise, modalità di produzione e la messa in discussione dell'uso. Fa riferimento a mostre come 'Against Design' (ICA Philadelphia, 2000) e 'What If' (Moderna Museet, Stoccolma, 2000), e interviste a figure come Christine Colin, Laurent Le Bon e Martin Szekely. Morineau conclude che l'oggetto progettato nell'arte diventa un oggetto 'selvaggio', portando un potenziale utopico che il readymade aveva reso problematico.

Fatti principali

  • Fontana (1917) di Duchamp era firmata 'R. Mutt', in riferimento alla Mott company, un produttore di articoli sanitari.
  • Il saggio sostiene che l'orinatoio fu progettato, non semplicemente trovato, sfidando l'anonimato del readymade.
  • Camille Morineau è una conservatrice e storica dell'arte.
  • Il testo esamina artisti che usano mobili/design: Artschwager, Gober, Hatoum, Pardo, Tiravanija, Gonzalez-Foerster.
  • Bedroom Ensemble (1964) di Claes Oldenburg è citato come opera chiave che collega arte e design.
  • Mostre menzionate: 'Against Design' (2000), 'What If' (2000), 'Moins et Plus' (2002-2003), 'Nobody's perfect' (2002-2003).
  • Interviste includono Christine Colin, Laurent Le Bon, Martin Szekely, Didier Krzentowski e altri.
  • Il saggio fa riferimento alla distinzione di Donald Judd tra arte e design di mobili.

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Fonti