Il documentario 'Sarajevo Safari' Svela il Turismo di Guerra Durante l'Assedio di Sarajevo
Il documentario 'Sarajevo Safari' del regista sloveno Miran Zupanič indaga su un fenomeno inquietante durante la guerra in Bosnia, dove turisti stranieri pagavano per occupare postazioni da cecchino contro i civili nell'assedio di Sarajevo. Il film, presentato al 19° Pordenone Docs Fest, rivela che tra il 1993 e il 1995, centinaia di stranieri si recarono nella zona di conflitto, pagando somme consistenti per sparare contro civili inermi dalle postazioni militari serbe. Sembra esistesse un listino prezzi, con i bambini come bersagli più costosi, seguiti da donne e anziani. La procura di Milano indaga su queste accuse da novembre, con l'assistenza delle autorità francesi, svizzere e belghe. Le prove derivano dalle ricerche di Zupanič e dal libro del giornalista Ezio Gavazzeni 'I cecchini del weekend', che suggerisce che 230 dei circa 500 partecipanti fossero italiani. Un ottantenne italiano è attualmente indagato per omicidio. Il documentario presenta testimonianze chiave, tra cui quella di un soldato sloveno anonimo che si rifiutò di sparare e di Edin Subašić, ex agente dei servizi segreti dell'esercito bosniaco che descrive la logistica. Le testimonianze dei sopravvissuti includono Stana e Samir Ćišić, che persero la figlia di un anno Irina nel 1993, e Faruk Šabanović, paralizzato da un proiettile di cecchino nello stesso anno. Zupanič sostiene che il concetto di 'cecchino per un giorno' sia nato con l'Esercito della Repubblica Serba, poiché i visitatori sparavano dalle loro postazioni in aree come Grbavica. Il film utilizza ampi materiali d'archivio della guerra, ampiamente documentata grazie alle nuove tecnologie video. Il produttore Franzi Zajc ha avviato il progetto, scegliendo Zupanič per la sua competenza sulla storia jugoslava. Il documentario è ora disponibile in streaming sulla piattaforma OpenDDB.
Fatti principali
- Il documentario 'Sarajevo Safari' del regista sloveno Miran Zupanič indaga sul turismo dei cecchini a pagamento durante la guerra in Bosnia
- Tra il 1993 e il 1995, centinaia di stranieri pagarono per sparare ai civili dalle postazioni serbe nell'assedio di Sarajevo
- La procura di Milano ha aperto un'indagine a novembre con cooperazione internazionale
- Il libro 'I cecchini del weekend' afferma che 230 dei 500 partecipanti erano italiani
- Un ottantenne italiano è attualmente indagato per omicidio
- Il film presenta testimonianze di un soldato anonimo, un agente dei servizi segreti e sopravvissuti
- Presentato in anteprima al 19° Pordenone Docs Fest nel 2024
- Ora disponibile in streaming sulla piattaforma OpenDDB
Entità
Artisti
- Miran Zupanič
- Franzi Zajc
- Ezio Gavazzeni
- Faruk Šabanović
- Jasmila Žbanić
Istituzioni
- Pordenone Docs Fest
- Milan prosecutor's office
- OpenDDB
Luoghi
- Sarajevo
- Bosnia
- Milan
- Slovenia
- Belgrade
- Trieste