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Cristina Iglesias sul dialogo mediterraneo e la scultura immersiva

artist · 2026-07-01

Cristina Iglesias (nata nel 1956 a Donostia-San Sebastián) ha costruito un universo scultoreo in quattro decenni, fondendo architettura, letteratura, psicologia, meccanica e natura in ambienti immersivi. È l'artista spagnola più riconosciuta a livello internazionale, vincitrice del Premio Nacional de Artes Plásticas e del Royal Academy of Arts Architecture Prize. Invitata da Rashid Johnson a partecipare a 'Directionless', Iglesias ha proposto artisti con background legati al Mediterraneo: Latifa Echakhch, Sigalit Landau, Mona Hatoum, Yto Barrada, Ali Cherri e Rayyane Tabet. Considera il Mediterraneo uno spazio liquido di comunicazione, non un confine. La mostra affronta il disorientamento contemporaneo, con artisti che intrecciano connessioni tra memoria e un presente incerto. Riflettendo sulla sua recente mostra a La Pedrera, Iglesias nota un profondo coinvolgimento con l'opera di Gaudí, creando percorsi, passaggi, pozzi e cortili. È sempre più interessata a come lo spazio viene abitato e la percezione costruita attraverso frammenti, soglie e transizioni.

Fatti principali

  • Cristina Iglesias è nata nel 1956 a Donostia-San Sebastián.
  • Ha creato ambienti scultorei immersivi per quattro decenni.
  • Ha vinto il Premio Nacional de Artes Plásticas e il Royal Academy of Arts Architecture Prize.
  • Rashid Johnson l'ha invitata a partecipare a 'Directionless'.
  • Iglesias ha proposto gli artisti Latifa Echakhch, Sigalit Landau, Mona Hatoum, Yto Barrada, Ali Cherri e Rayyane Tabet.
  • Vede il Mediterraneo come uno spazio liquido di comunicazione e dialogo.
  • La sua recente mostra a La Pedrera ha coinvolto profondamente l'architettura di Gaudí.
  • La mostra 'Directionless' affronta un momento di profondo disorientamento.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • Donostia-San Sebastián
  • Spain
  • Mediterranean
  • London

Fonti