Il British Museum affronta critiche per le modifiche alle didascalie riguardanti la terminologia sulla Palestina
Il British Museum ha affrontato critiche da oltre 200 figure culturali, tra cui il musicista Brian Eno e la scrittrice Laleh Khalili, riguardo alle modifiche apportate alle didascalie nelle sue gallerie dell'Antico Levante e dell'Egitto. Una lettera aperta pubblicata il 10 marzo 2026 accusa il museo di aver rimosso i riferimenti alla Palestina, definendolo revisionismo storico. Fonti del museo affermano che gli aggiornamenti delle didascalie sono avvenuti all'inizio del 2025 a causa di cambiamenti del personale e aggiornamenti accademici, non in risposta a una lettera di febbraio 2026 dell'associazione UK Lawyers for Israel. Il museo sostiene di continuare a utilizzare il termine Palestina in varie gallerie. Gli studiosi mettono in discussione la nuova terminologia, sottolineando che Palestina è storicamente accurata per la regione. La controversia evidenzia i dibattiti in corso sulla rappresentazione storica e la terminologia nei contesti museali.
Fatti principali
- Oltre 200 figure culturali hanno firmato una lettera aperta criticando il British Museum per le modifiche alle didascalie
- Le modifiche alle didascalie nelle gallerie dell'Antico Levante e dell'Egitto hanno sostituito 'Palestina' con termini come 'costa siro-libanese' e 'discendenza cananea'
- Il museo afferma che i cambiamenti sono stati apportati all'inizio del 2025 a causa di aggiornamenti del personale e accademici, non di pressioni esterne
- L'associazione UK Lawyers for Israel ha inviato una lettera a febbraio 2026 richiedendo modifiche alla terminologia
- Gli studiosi confermano che 'Palestina' è una terminologia storicamente accurata per l'antica regione
Entità
Artisti
- Brian Eno
- Laleh Khalili
- Joana Hadjithomas
- Khalil Joreige
Istituzioni
- British Museum
- UK Lawyers for Israel
- Central Saint Martins
- Liverpool World Museum
- Open University
Luoghi
- London
- Gaza
- Jordan
- Israel
- Lebanon
- Syria