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Il Decameron di Boccaccio: Storie di peste forgiarono una rinascita umanistica

publication · 2026-05-15

Il Decameron di Giovanni Boccaccio, scritto all'indomani della Peste Nera del 1348, trasformò la fortuna da agente divino in una sfida umanistica. Nato nel 1313 a Firenze o Certaldo, Boccaccio era figlio illegittimo di un ricco mercante. Lavorò presso il Banco dei Bardi a Napoli, frequentando l'aristocrazia e studiando autori classici. Costretto a tornare a Firenze dopo il fallimento della banca nel 1340, assistette alla devastazione della peste. Il Decameron presenta dieci giovani fiorentini che fuggono a Fiesole, raccontando cento novelle in dieci giorni. Temi chiave sono Fortuna e Amore, con l'ingegno umano (industria) celebrato al posto della provvidenza divina. L'opera ruppe con le sensibilità medievali, gettando le basi per l'umanesimo rinascimentale. Boccaccio morì nel 1375, un anno dopo Petrarca.

Fatti principali

  • Boccaccio nacque nel 1313 a Firenze o Certaldo.
  • Lavorò presso il Banco dei Bardi a Napoli dall'età di 13 anni.
  • Il Banco dei Bardi fallì nel 1340, costringendolo a tornare a Firenze.
  • Suo padre morì durante la Peste Nera del 1348.
  • Il Decameron comprende 100 novelle raccontate in dieci giorni.
  • Dieci giovani (sette donne e tre uomini) fuggono a Fiesole.
  • L'opera celebra l'ingegno umano contro la fortuna.
  • Francesco De Sanctis la definì una 'Commedia umana'.

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Fonti