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I drammi radiofonici di Beckett: una nuova raccolta italiana esplora cecità e silenzio

publication · 2026-08-26

Una nuova edizione italiana dei drammi radiofonici di Samuel Beckett, tradotti e curati da Gabriele Frasca, è stata pubblicata da Einaudi nella collana 'libri bianchi'. La raccolta comprende sei opere: 'Tutti quelli che cadono' (1956), 'Braci' (1959), 'Cascando' (1961), 'Parole e musica' (1962), 'Schizzo per un dramma radiofonico' (1961) e 'Pochade radiophonique' (1961). Questi pezzi, scritti durante il decennio più prolifico di Beckett, coincidono con i suoi maggiori successi narrativi e teatrali. Frasca contribuisce anche con un breve saggio che esamina il rapporto di Beckett con la radio, un mezzo che all'epoca stava affrontando l'ascesa della televisione. L'edizione colma una lacuna nelle traduzioni italiane dell'opera di Beckett, che in precedenza includeva drammi, romanzi (con Einaudi che ha recentemente ristampato 'Molloy'), poesie e alcuni altri scritti. La raccolta evidenzia come i drammi radiofonici di Beckett esplorino i temi della cecità e del silenzio, offrendo un'esperienza uditiva unica che sfida le forme narrative convenzionali.

Fatti principali

  • Einaudi ha pubblicato una nuova raccolta dei drammi radiofonici di Samuel Beckett in italiano.
  • Gabriele Frasca ha tradotto e curato l'edizione, scrivendo anche un saggio introduttivo.
  • La raccolta comprende sei drammi radiofonici: 'Tutti quelli che cadono' (1956), 'Braci' (1959), 'Cascando' (1961), 'Parole e musica' (1962), 'Schizzo per un dramma radiofonico' (1961) e 'Pochade radiophonique' (1961).
  • Questi drammi risalgono al decennio più produttivo di Beckett, insieme alle sue maggiori opere narrative e teatrali.
  • Einaudi ha recentemente ristampato anche il romanzo di Beckett 'Molloy'.
  • L'edizione fa parte della collana 'libri bianchi' di Einaudi.
  • Il saggio di Frasca esplora il rapporto di Beckett con la radio.
  • I drammi radiofonici sono stati scritti durante un periodo in cui la radio si stava adattando alla concorrenza della televisione.

Entità

Artisti

Istituzioni

  • Einaudi

Fonti