Museo Australiano Utilizza Tecnologia a Raggi X per Preservare e Studiare Digitalmente Reperti Storici
Il Museo Australiano sta impiegando l'imaging a raggi X come parte del suo Progetto di Valorizzazione delle Collezioni, un'iniziativa decennale per digitalizzare i suoi fondi di scienze naturali. Questa tecnica non invasiva consente ai ricercatori di esaminare le strutture scheletriche interne dei reperti senza dissezione fisica, rivelando dettagli come il conteggio delle ossa e il contenuto dello stomaco. Una scoperta significativa ha riguardato un esemplare di Torpedine a Coda Corta raccolto nel 1916, dove i raggi X hanno mostrato un pesce conservato nel suo stomaco. Il progetto mira a migliorare l'accessibilità per lo studio scientifico globale preservando la collezione del museo di oltre 19 milioni di articoli, alcuni dei quali risalgono a quasi 200 anni fa.
Fatti principali
- Il Progetto di Miglioramento della Collezione dell'Australian Museum utilizza la tecnologia a raggi X per digitalizzare i campioni
- I raggi X hanno rivelato un pesce conservato nello stomaco di un esemplare di Torpedo a coda corta raccolto nel 1916
- Il metodo non invasivo consente lo studio delle strutture interne senza danneggiare i campioni
- La collezione di scienze naturali del museo contiene oltre 19 milioni di oggetti risalenti al 1827
- L'imaging digitale consente l'accesso alla ricerca a distanza riducendo i rischi di manipolazione
Entità
Istituzioni
- Australian Museum
Luoghi
- Green Cape NSW
- Australia