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Le radici paleolitiche dell'Art Brut: da Chauvet al manicomio

publication · 2026-04-24

Questo articolo esplora le radici dell'art brut, risalendo al Paleolitico e collegando gli artisti outsider contemporanei ai pittori della Grotta Chauvet di 31.000 anni fa. Il termine "art brut", coniato da Jean Dubuffet, si riferisce a un'arte non raffinata che emerge da un impulso interiore. Gli artisti di Chauvet dimostravano tecniche sofisticate nonostante la mancanza di istruzione formale, mentre i praticanti odierni dell'art brut, come Zdenek Kosek, John Devlin e Janko Domsic—molti dei quali in istituzioni—utilizzano simboli mistici. Inoltre, l'articolo mette in luce quattro figure storiche: Opicinus de Canistris (1296–c.1353), Piero di Cosimo (1462–1521), Théophile Bra (1797–1863) e Richard Dadd (1817–1886), le cui opere rimangono al di fuori della scena artistica convenzionale, conservate in musei come il British Museum e il Louvre.

Fatti principali

  • Jean Dubuffet ha coniato il termine 'art brut'.
  • Le pitture della Grotta Chauvet risalgono a 31.000 anni fa.
  • Gli artisti di Chauvet usavano prospettiva, impronte di mani negative e collage.
  • Zdenek Kosek, John Devlin e Janko Domsic sono menzionati come creatori di art brut.
  • Opicinus de Canistris visse dal 1296 al c.1353 e creò il codex Vaticanus latinus 6435.
  • Piero di Cosimo (1462–1521) fu descritto da Vasari come vivente una vita bestiale.
  • Théophile Bra (1797–1863) produsse 40.000 disegni segreti dopo una crisi cerebrale.
  • Richard Dadd (1817–1886) uccise suo padre e dipinse Il capolavoro del taglialegna fatato.
  • Le opere di Dadd sono conservate al British Museum, alla Tate Gallery e al Louvre.
  • L'articolo proviene da artpress2 n°30, agosto–ottobre 2013.

Entità

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Fonti