Il tema di ArchDaily per aprile 2026 esplora il ruolo dell'architettura nella tecnosfera
Il tema mensile di ArchDaily per aprile 2026, 'La Tecnosfera', ha esaminato l'integrazione dell'architettura con le reti tecniche globali, andando oltre gli oggetti isolati per considerare i sistemi planetari. Basandosi sul concetto del geoscienziato Peter Haff, la produzione editoriale ha indagato come l'architettura media tra tecnologia e limiti ecologici, sfidando le logiche estrattive e immaginando nuove coesistenze. Gli articoli hanno coperto contesti diversi, dai magazzini logistici con miliardi di metri quadrati che impattano le isole di calore urbane alle infrastrutture energetiche che ridisegnano paesaggi come il deserto di Atacama in Cile e l'area di San Tin a Hong Kong. Progetti come il Seoullo 7017 di MVRDV a Seoul hanno dimostrato infrastrutture acustiche attraverso il design paesaggistico, mentre innovazioni materiali come i padiglioni Java e Jelly di i/thee hanno utilizzato fondi di caffè esausti e micelio per favorire un'architettura reattiva. Esempi come l'Antwerp Port House di Zaha Hadid Architects e il CopenHill di Bjarke Ingels Group hanno mostrato infrastrutture che diventano parti urbane attive. Le discussioni hanno evidenziato la necessità per l'architettura di flessibilità strutturale contro l'obsolescenza, come visto nei datacenter obsoleti degli anni '90, e hanno enfatizzato il ruolo del design nelle esperienze sensoriali urbane. Pubblicato il 14 aprile 2026 e tradotto da Diogo Simões, il tema ha sottolineato il campo in espansione dell'architettura nel sostenere e intervenire nei sistemi planetari.
Fatti principali
- Il tema di ArchDaily per aprile 2026 si è concentrato su 'La Tecnosfera', esplorando il ruolo dell'architettura nelle reti globali
- Il concetto di tecnosfera è stato coniato dal geoscienziato Peter Haff
- Gli articoli hanno esaminato magazzini logistici che coprono decine di miliardi di metri quadrati con impatti ambientali come le isole di calore urbane
- Le infrastrutture energetiche in America Latina, come nel deserto di Atacama in Cile, ridisegnano i paesaggi e generano nuovi flussi
- Progetti come il Seoullo 7017 di MVRDV a Seoul funzionano come infrastruttura acustica su un ex cavalcavia
- Le innovazioni materiali includevano i padiglioni Java e Jelly di i/thee che utilizzano fondi di caffè esausti e micelio
- Esempi come l'Antwerp Port House di Zaha Hadid Architects e il CopenHill di BIG integrano le infrastrutture nella vita urbana
- L'editoriale ha affrontato le esigenze di flessibilità strutturale dovute all'obsolescenza, citando i datacenter degli anni '90
Entità
Artisti
- Peter Haff
- Camilla Ghisleni
- Diogo Simões
- MVRDV
- Zaha Hadid
- Bjarke Ingels
- Henning Larsen
- i/thee
- Smyk Fischer
- OptimusPrimeBot
- Annika Feuss
- Yevhenii Avramenko
- Jonathan Yeung
- Ossip van Duivenbode
- Gulustan
- Breyden Anderson
- Laurian Ghinitoiu
Istituzioni
- ArchDaily
- European Southern Observatory
- Creative Commons
- Wikimedia
- Smyk Fischer Architekten
- Henning Larsen Architects
- Zaha Hadid Architects
- Bjarke Ingels Group
Luoghi
- Chilean Atacama Desert
- Chile
- Hong Kong
- San Tin
- Shenzhen
- Guangdong
- China
- Seoul
- South Korea
- Antwerp
- Belgium
- Copenhagen
- Denmark
- Baku
- Azerbaijan