Le truppe romane potrebbero aver utilizzato l'arma a ripetizione polibolo nell'assedio di Pompei dell'89 a.C., propone un nuovo studio
Un nuovo articolo su Heritage suggerisce che le forze romane potrebbero aver schierato un'arma a ripetizione avanzata chiamata polibolo durante l'assalto a Pompei dell'89 a.C. Le ricercatrici Adriana Rossi, Silvia Bertacchi e Veronica Casadei hanno analizzato caratteristiche cavità quadrilatere disposte a ventaglio rinvenute sulle mura settentrionali di Pompei utilizzando scansione laser ad alta risoluzione, analisi delle immagini e modellazione 3D. Questi segni differiscono da quelli lasciati da armi d'assedio romane conosciute come scorpioni e baliste. Il team ha dedotto che le rientranze siano state probabilmente causate da proiettili con punta metallica sparati in rapida successione. I testi storici descrivono il polibolo, inventato dall'ingegnere greco Dionisio di Alessandria a Rodi e documentato da Filone di Bisanzio nel III secolo a.C. Il comandante romano Lucio Cornelio Silla, che guidò l'assedio, aveva precedentemente servito come governatore della Cilicia - la provincia che comprendeva Rodi - nel 96 a.C., creando un collegamento plausibile per il trasferimento tecnologico. La capacità di fuoco rapido dell'arma avrebbe potuto colpire i difensori pompeiani che si muovevano lungo le mura. Sebbene non siano stati scoperti resti fisici del polibolo, le ricercatrici sostengono che i danni alle mura corrispondano alle descrizioni antiche. Pompei, famosa per essere stata distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C., rivela la sua storia pre-eruzione attraverso tali evidenze archeologiche. Gli scavi sistematici iniziarono nel 1738 dopo la scoperta delle rovine nel XVI secolo.
Fatti principali
- Le truppe romane guidate da Lucio Cornelio Silla assediarono Pompei nell'89 a.C. durante una rivolta contro l'espansione romana
- I ricercatori hanno identificato insolite cavità quadrilatere disposte a ventaglio sulle mura settentrionali di Pompei, diverse dai danni causati dalle baliste
- Adriana Rossi, Silvia Bertacchi e Veronica Casadei hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista Heritage
- Lo studio propone che i segni siano stati causati da un polibolo, un'arma a fuoco rapido che utilizzava catene e ingranaggi meccanici
- Le fonti storiche attribuiscono l'invenzione del polibolo a Dionisio di Alessandria a Rodi, descritto da Filone di Bisanzio
- Silla servì come governatore della Cilicia, che includeva Rodi, nel 96 a.C., potenzialmente esponendolo alla tecnologia militare rodia
- L'arma poteva sparare più proiettili rapidamente, probabilmente mirando ai difensori che si muovevano lungo le mura di Pompei
- Non sono stati trovati esempi fisici del polibolo, rendendo l'ipotesi inferenziale basata su evidenze testuali e archeologiche
Entità
Artisti
- Adriana Rossi
- Silvia Bertacchi
- Veronica Casadei
- Lucius Cornelius Sulla
- Dionysius of Alexandria
- Philo of Byzantium
- Steven Ellis
- James Owens
- Sarah Kuta
- Hiram Maxim
Istituzioni
- Heritage
- University of Cincinnati
- Pompeii Archaeological Research Project: Porta Stabia
- National Geographic
- Smithsonian Magazine
Luoghi
- Pompeii
- Italy
- Rhodes
- Greece
- Cilicia
- Turkey
- Longmont
- Colorado
- United States