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Le truppe romane potrebbero aver utilizzato l'arma a ripetizione polibolo nell'assedio di Pompei dell'89 a.C., propone un nuovo studio

cultural-heritage · 2026-04-09

Un nuovo articolo su Heritage suggerisce che le forze romane potrebbero aver schierato un'arma a ripetizione avanzata chiamata polibolo durante l'assalto a Pompei dell'89 a.C. Le ricercatrici Adriana Rossi, Silvia Bertacchi e Veronica Casadei hanno analizzato caratteristiche cavità quadrilatere disposte a ventaglio rinvenute sulle mura settentrionali di Pompei utilizzando scansione laser ad alta risoluzione, analisi delle immagini e modellazione 3D. Questi segni differiscono da quelli lasciati da armi d'assedio romane conosciute come scorpioni e baliste. Il team ha dedotto che le rientranze siano state probabilmente causate da proiettili con punta metallica sparati in rapida successione. I testi storici descrivono il polibolo, inventato dall'ingegnere greco Dionisio di Alessandria a Rodi e documentato da Filone di Bisanzio nel III secolo a.C. Il comandante romano Lucio Cornelio Silla, che guidò l'assedio, aveva precedentemente servito come governatore della Cilicia - la provincia che comprendeva Rodi - nel 96 a.C., creando un collegamento plausibile per il trasferimento tecnologico. La capacità di fuoco rapido dell'arma avrebbe potuto colpire i difensori pompeiani che si muovevano lungo le mura. Sebbene non siano stati scoperti resti fisici del polibolo, le ricercatrici sostengono che i danni alle mura corrispondano alle descrizioni antiche. Pompei, famosa per essere stata distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C., rivela la sua storia pre-eruzione attraverso tali evidenze archeologiche. Gli scavi sistematici iniziarono nel 1738 dopo la scoperta delle rovine nel XVI secolo.

Fatti principali

  • Le truppe romane guidate da Lucio Cornelio Silla assediarono Pompei nell'89 a.C. durante una rivolta contro l'espansione romana
  • I ricercatori hanno identificato insolite cavità quadrilatere disposte a ventaglio sulle mura settentrionali di Pompei, diverse dai danni causati dalle baliste
  • Adriana Rossi, Silvia Bertacchi e Veronica Casadei hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista Heritage
  • Lo studio propone che i segni siano stati causati da un polibolo, un'arma a fuoco rapido che utilizzava catene e ingranaggi meccanici
  • Le fonti storiche attribuiscono l'invenzione del polibolo a Dionisio di Alessandria a Rodi, descritto da Filone di Bisanzio
  • Silla servì come governatore della Cilicia, che includeva Rodi, nel 96 a.C., potenzialmente esponendolo alla tecnologia militare rodia
  • L'arma poteva sparare più proiettili rapidamente, probabilmente mirando ai difensori che si muovevano lungo le mura di Pompei
  • Non sono stati trovati esempi fisici del polibolo, rendendo l'ipotesi inferenziale basata su evidenze testuali e archeologiche

Entità

Artisti

  • Adriana Rossi
  • Silvia Bertacchi
  • Veronica Casadei
  • Lucius Cornelius Sulla
  • Dionysius of Alexandria
  • Philo of Byzantium
  • Steven Ellis
  • James Owens
  • Sarah Kuta
  • Hiram Maxim

Istituzioni

  • Heritage
  • University of Cincinnati
  • Pompeii Archaeological Research Project: Porta Stabia
  • National Geographic
  • Smithsonian Magazine

Luoghi

  • Pompeii
  • Italy
  • Rhodes
  • Greece
  • Cilicia
  • Turkey
  • Longmont
  • Colorado
  • United States

Fonti