Il viaggio settentrionale dell'esploratore greco antico Pitea e il suo significato storico
Pitea, un esploratore greco di Massalia (l'odierna Marsiglia), intraprese un viaggio straordinario alla fine del IV secolo a.C., viaggiando oltre il Mediterraneo attraverso lo Stretto di Gibilterra verso regioni settentrionali tra cui la Britannia e possibilmente l'Islanda. La sua opera originale, 'Sull'Oceano', è andata perduta ma sopravvive attraverso i riferimenti di storici antichi come Strabone, Polibio e Plinio il Vecchio, che hanno sia criticato che preservato le sue osservazioni. Pitea documentò la forma triangolare della Britannia, la chiamò 'Prettanike', descrisse l'estrazione dello stagno in Cornovaglia e riportò sui depositi di ambra nel Baltico. Descrisse anche fenomeni estremi del nord come il 'polmone marino', probabilmente riferendosi a formazioni di ghiaccio. Nonostante lo scetticismo dei contemporanei, il suo viaggio ampliò la conoscenza geografica greca dell'Europa nordoccidentale e delle sue risorse.
Fatti principali
- Pitea era un esploratore greco di Massalia che viaggiò alla fine del IV secolo a.C.
- Viaggiò attraverso lo Stretto di Gibilterra verso la Britannia, raggiungendo possibilmente l'Islanda (Thule).
- La sua opera 'Sull'Oceano' è andata perduta ma è citata da storici antichi come Strabone e Plinio.
- Pitea identificò la Britannia come un'isola triangolare e la chiamò 'Prettanike'.
- Documentò l'estrazione dello stagno in Cornovaglia e le fonti di ambra nella regione baltica.
Entità
Luoghi
- Massalia
- Marseille
- Britain
- Iceland
- Cornwall
- Baltic Sea
- Strait of Gibraltar