L'antica pratica egizia di cancellare i faraoni dai documenti storici
Gli antichi egizi praticavano una forma di condanna della memoria, simile alla damnatio memoriae romana, per cancellare dalla storia i faraoni impopolari o sacrileghi. Ciò comportava la deturpazione di statue, la rimozione di nomi dalle iscrizioni e la distruzione di monumenti. Tra le figure chiave colpite vi furono Akhenaton, che impose il culto monoteistico di Aton nel XIV secolo a.C.; i suoi successori Tutankhamon e Nefertiti; e Hatshepsut, una faraona del XV secolo a.C. La pratica era motivata da consolidamento politico e credenze spirituali, poiché gli egizi pensavano che cancellare un nome impedisse l'esistenza nell'aldilà. Ironia della sorte, molti sovrani cancellati sono oggi ben noti grazie alle moderne scoperte archeologiche.
Fatti principali
- Gli antichi egizi cancellavano la memoria dei faraoni deturpando monumenti e rimuovendo nomi.
- Akhenaton promosse il culto monoteistico di Aton nel XIV secolo a.C.
- Hatshepsut, una faraona, fu cancellata da Thutmose III nel XV secolo a.C.
- La pratica mirava a consolidare il potere politico e infliggere una punizione spirituale.
- L'archeologia moderna ha riportato alla luce la conoscenza di molti faraoni cancellati.
Entità
Istituzioni
- Metropolitan Museum of Art
- British Museum
Luoghi
- Ancient Egypt
- Rome
- Amarna