Crisi costituzionale russa del 1993: Lo scontro di Eltsin con il Parlamento
La crisi costituzionale russa del 1993 fu una violenta lotta per il potere tra il presidente Boris Eltsin e il Parlamento russo, culminata in un assalto militare alla Casa Bianca che causò 147 morti. La crisi iniziò il 21 settembre 1993, quando Eltsin sciolse il parlamento con un decreto, innescando procedure di impeachment e la dichiarazione del vicepresidente Alexander Rutskoy come presidente ad interim. Dopo un assedio, il 3 ottobre i manifestanti filo-parlamento tentarono di occupare il centro televisivo di Ostankino, provocando 46 morti. Il giorno successivo, Eltsin ordinò ai carri armati di bombardare l'edificio del parlamento, costringendo alla resa Rutskoy e il presidente Ruslan Khasbulatov. La crisi terminò con Eltsin che consolidò il potere e promulgò una nuova costituzione nel dicembre 1993, che concedeva all'esecutivo ampi poteri, indebolendo la supervisione legislativa e creando un precedente per il futuro regime autoritario di Vladimir Putin.
Fatti principali
- 147 persone morirono nella crisi costituzionale russa del 1993.
- La crisi iniziò il 21 settembre 1993, quando Eltsin sciolse il parlamento.
- Il parlamento dichiarò Alexander Rutskoy presidente ad interim in risposta.
- Il 3 ottobre 1993, i manifestanti filo-parlamento presero d'assalto il centro televisivo di Ostankino, lasciando 46 morti.
- Eltsin ordinò alle forze militari di bombardare la Casa Bianca il 4 ottobre 1993.
- Rutskoy e Khasbulatov si arresero e furono presi in custodia.
- Una nuova costituzione fu approvata con referendum nel dicembre 1993, rafforzando il potere esecutivo.
- La crisi indebolì le istituzioni democratiche e aprì la strada al regime autoritario di Vladimir Putin.
Entità
Istituzioni
- Russian Parliament
- Russian Parliament Building (White House)
- Ostankino television center
- Communist Party
- Soviet Union
- United States
Luoghi
- Russia
- Moscow
- Soviet Union