Ex-voto del Seicento a Tignale redime la memoria del bandito Zanzanù
Al Santuario di Montecastello a Tignale, in Italia, un monumentale ex-voto – considerato il più grande del mondo – narra la caduta del brigante Giovanni Beatrice, detto Zanzanù. Commissionato dopo la sua morte il 17 agosto 1617 dalle milizie locali, l'opera di Andrea Bertanza raffigura Zanzanù non come un criminale grottesco ma con dignità tragica, trasformandolo in un eroe popolare. Nei secoli, la figura del suo uccisore è stata deliberatamente abrasa dai visitatori, una simbolica damnatio memoriae contro il carnefice. Il pittore si è incluso tra gli uomini armati, con un'espressione interrogativa che mette in discussione la celebrazione. L'opera sovverte il suo intento originale, trasformando un'offerta votiva in una paradossale redenzione di un fuorilegge.
Fatti principali
- L'ex-voto è conservato al Santuario di Montecastello a Tignale, Italia.
- È considerato la più grande tavola votiva del mondo.
- Il dipinto raffigura il brigante Giovanni Beatrice, alias Zanzanù.
- Zanzanù fu ucciso il 17 agosto 1617 dalle milizie di Tignale.
- L'opera fu commissionata al pittore Andrea Bertanza.
- La figura dell'uccisore è stata sistematicamente abrasa dai visitatori nel corso dei secoli.
- Bertanza ha incluso un autoritratto tra gli uomini armati con un'espressione sconcertata.
- Il dipinto trasforma Zanzanù da criminale in eroe tragico.
Entità
Artisti
- Giovanni Beatrice
- Zanzanù
- Andrea Bertanza
Istituzioni
- Santuario di Montecastello
- Artribune
Luoghi
- Tignale
- Italy
- Garda
- Venezia