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La 16ª Biennale di Lione Esplora la Vulnerabilità Attraverso Opere Storiche e Contemporanee

festival-fair · 2026-04-20

I curatori Sam Bardaouil e Till Fellrath hanno organizzato la 16ª Biennale di Lione, intitolata 'Manifesto della fragilità', concentrandosi sulla vulnerabilità come forza generativa di resistenza. La biennale, fondata nel 1991, presenta oltre 125 artisti che coprono 3000 anni di storia attraverso quattro percorsi a Lione, in Francia. La direttrice artistica Isabelle Bertolotti descrive il progetto come un incoraggiamento a una prospettiva sulla vulnerabilità potenziata dal passato e sensibile al presente. La struttura espositiva si sviluppa in tre narrazioni concentriche. La prima, 'Le molte vite e morti di Louise Brunet', ripercorre la storia di una lavoratrice della seta del XIX secolo coinvolta nella Rivolta dei Canut del 1834. La seconda, 'Beirut e gli anni Sessanta d'oro', rivisita un capitolo turbolento del modernismo libanese dal 1943 alla guerra civile del 1975, con oltre 230 opere di 34 artisti. La terza, 'Un mondo di infinite promesse', sviluppata durante la pandemia, esamina la fragilità corporea. Tra le installazioni chiave ci sono l'opera di Hans Op de Beeck presso l'ex fabbrica di elettrodomestici Fagor-Brandt, 'In piedi tra le rovine di Aleppo' (2021) di Dana Awartani e 'Sistema di memoria innestato' (2022) di Ugo Schiave al Musée Guimet. L'artista brasiliana Valeska Soares presenta una nuova versione della sua installazione speculare 'Folly' a Place des Pavillons. La biennale è in corso fino al 30 maggio 2026.

Fatti principali

  • La 16ª Biennale di Lione è curata da Sam Bardaouil e Till Fellrath.
  • Il tema è 'Manifesto della fragilità', che esplora la vulnerabilità come resistenza.
  • Presenta oltre 125 artisti e copre 3000 anni di storia dell'arte.
  • La mostra è strutturata in tre movimenti narrativi attraverso Lione.
  • Una narrazione si concentra su Louise Brunet, partecipante alla Rivolta dei Canut del 1834.
  • Un'altra sezione esamina il periodo modernista di Beirut dal 1943 al 1975.
  • Un terzo movimento, sviluppato durante la pandemia, affronta i limiti del corpo.
  • La biennale occupa siti come le Usines Fagor e il Musée Guimet.

Entità

Artisti

Istituzioni

Luoghi

  • Lyon
  • France
  • Paris
  • Nantes
  • Vila de Btetir
  • Monte Líbano
  • Beirut
  • Lebanon
  • Aleppo
  • Syria
  • Jeddah
  • Arabia Saudita
  • Brazil
  • Maastricht
  • Holanda
  • Belo Horizonte
  • Brooklyn
  • EUA
  • São Paulo
  • Cassino Pampulha
  • Auvergne-Rhône-Alpes
  • Ukraine
  • Armenia
  • Algeria
  • Parc de la Tête d'Or
  • Usines Fagor
  • Lugdunum
  • Musée Guimet
  • Berlin
  • Germany
  • New York
  • United States
  • Abu Dhabi
  • United Arab Emirates
  • Doha
  • Qatar
  • Mount Lebanon
  • Btetir
  • Basel
  • Switzerland
  • Bangladesh
  • Senegal
  • Fourvière
  • Naples
  • Italy

Fonti