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Maschere africane nell'arte contemporanea: da Picasso a Hazoumè e Mutu

publication · 2026-06-12

L'articolo analizza la funzione della maschera nell'arte contemporanea, partendo da un verso di Ungaretti e dal significato latino di 'persona'. Nel 1907, Picasso, durante la sua visita al Musée d'Ethnographie du Trocadéro a Parigi, comprese che le maschere africane servivano come strumenti di mediazione, ispirandolo a creare Les Demoiselles d'Avignon. Modigliani trasse spunto per i suoi volti allungati. L'Espressionismo utilizzò la maschera per combattere l'ipocrisia, mentre i Surrealisti e i Metafisici la trasformarono in un oggetto inquietante. Artisti come Jean-Michel Basquiat hanno decostruito il colonialismo. Romuald Hazoumè critica il consumismo con maschere di taniche di plastica. Wangechi Mutu combina corpi femminili con maschere. Massimiliano Pelletti unisce marmo e forme africane, mentre Michele Stanzione dà vita a maschere storiche alla 61. Biennale di Venezia. L'articolo avverte che l'ultima Biennale potrebbe ridurre il mistero delle maschere.

Key facts

  • Picasso visitò il Musée d'Ethnographie du Trocadéro a Parigi nel 1907.
  • Les Demoiselles d'Avignon presenta volti taglienti e geometrici.
  • Modigliani dipingeva occhi senza pupille, ispirandosi alle maschere Baule.
  • Basquiat usava teschi e radiografie per denunciare il razzismo.
  • Hazoumè utilizza taniche di plastica da 50 litri per le sue maschere.
  • La Bouche du Roi è un'installazione di Hazoumè contro il degrado ecologico.
  • Mutu crea collage e sculture cyborg con parti di motori e animali.
  • Stanzione ha esposto fotografie di maschere al padiglione della Guinea Equatoriale alla 61. Biennale di Venezia.

Entities

Artists

Institutions

  • Musée d'Ethnographie du Trocadéro
  • Biennale di Venezia
  • rivistasegno.eu

Locations

  • Parigi
  • Francia
  • Benin
  • New York
  • Stati Uniti
  • Venezia
  • Italia
  • Guinea Equatoriale

Sources