L'astensionismo record e il declino del voto consapevole in Italia
A ottant'anni dal referendum del 2 giugno 1946 che sancì la nascita della Repubblica Italiana, l'articolo analizza la crisi della partecipazione elettorale. Alle elezioni europee del giugno 2024, l'affluenza è stata del 49,69%, con 24 milioni di astenuti che rappresentano il primo partito del Paese. Il testo esplora le cause: la dissoluzione della forma sociale che dava significato al voto, l'iper-politicizzazione che produce scontro sterile, la frammentazione e velocità dell'informazione che generano spaesamento. Viene messa in discussione la qualità del voto in un'epoca di disinformazione e polarizzazione, senza però mettere in dubbio il principio universale 'una testa, un voto'. L'articolo conclude che il voto è solo la punta dell'iceberg di un processo di partecipazione civica che si è sgretolato, e che per ritrovare fiducia nel voto bisogna ricostruire la base di conoscenza, attivismo e senso civico.
Key facts
- Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale tra monarchia e repubblica, con suffragio universale per la prima volta.
- Alle elezioni europee del giugno 2024 ha votato il 49,69% degli aventi diritto.
- Per la prima volta in un'elezione nazionale italiana, gli astenuti hanno superato i votanti.
- 24 milioni di italiani non hanno votato alle europee 2024.
- L'articolo cita il dipinto 'Comizio di quartiere' di Renato Guttuso.
- Viene citato il principio 'una testa, un voto' come fondamento della democrazia.
- L'articolo menziona il ruolo dei social media e dell'informazione frammentata.
- Il testo è pubblicato su Collater.al.
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